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	<title>Lo SfaCciAto</title>
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	<description>Tieniti sfacciatamente informato!</description>
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		<title>L&#8217;Italia che vogliamo</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 21:59:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Darwin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dall'Italia e dal mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei giorni in cui l’Italia è alla ribalta per i suoi disastrati conti pubblici e per le vicende personali di Mister B. (quante risate si faranno questi stranieri!), una notizia è sfuggita all&#8217;attenzione dei media, ma che noi riteniamo di dover dare a dimostrazione che gli Italiani sono una cosa ben diversa da chi, purtroppo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.losfacciato.com/magazine/wp-content/uploads/fotovoltaico.jpg"><img src="http://www.losfacciato.com/magazine/wp-content/uploads/fotovoltaico-300x195.jpg" alt="" title="fotovoltaico" width="300" height="195" class="alignleft size-medium wp-image-2119" /></a>Nei giorni in cui l’Italia è alla ribalta per i suoi disastrati conti pubblici e per le vicende personali di Mister B. (quante risate si faranno questi stranieri!), una notizia è sfuggita all&#8217;attenzione dei media, ma che noi riteniamo di dover dare a dimostrazione che gli Italiani sono una cosa ben diversa da chi, purtroppo, li governa. Il referendum di giugno, sancendo l&#8217;addio (speriamo definitivo) al nucleare, ha spianato, o dovrebbe  spianare (il condizionale è d’obbligo) la strada alle energie rinnovabili. E in queste, come spesso avviene, nonostante le potenzialità, siamo sempre stati abbastanza lenti e cialtroni. Tuttavia, oggi, l’Ufficio Studi del Gestore Servizi Energetici ha diffuso i dati riguardati la situazione del nostro fotovoltaico e, sorpresa delle sorprese, entro fine anno il nostro paese raggiungerà un livello di potenza di 12 GW, con un numero di impianti pari a circa 300 mila unità. E a chi non ha dimestichezza, basti pensare che una centrale nucleare produce meno energia (in Finlandia ne stanno costruendo una nuova di zecca capace di produrre fino a 9,6 GW). Insomma, è come se l’Italia si fosse dotata di una centrale nucleare e mezza, con il vantaggio di averlo fatto a basso costo (senza spendere i 30 miliardi di euro che il Governo voleva regalare ai colossi energetici per il ritorno al nucleare), creando un indotto che vale miliardi di euro e, soprattutto, in pochissimo tempo (meno di 3 anni) rispetto, invece, ai decenni che necessitano per la messa in funzione di un impianto atomico. Altro dato importantissimo su cui, purtroppo, si è glissato, è quello relativo alla velocità con cui l’Italia sta recuperando il terreno perduto. Infatti, nel 2010 il belpaese ha superato gli USA in termini di produzione energetica da fotovoltaico; occupa ormai il quarto posto nel mondo dietro Germania, Spagna e Giappone, e soprattutto quest’ultimo è ormai a due passi dall’essere raggiunto. Inoltre, non dimentichiamo che questi paesi hanno un vantaggio di 6-7 anni rispetto a noi e che l’Itala ha un irraggiamento di una volta e mezzo rispetto alla Germania che è prima al mondo con una produzione energetica di 17 GW.   
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		<title>Egregio Presidente, lo mandi a fare un&#8230; Giro!</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 00:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baudelaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Lettera della redazione de Lo Sfacciato al Presidente Berlusconi per far rientrare la poltrona del sottosegretario tra i tagli della manovra correttiva]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.losfacciato.com/magazine/wp-content/uploads/francescoGIRO131.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2104" title="francescoGIRO13" src="http://www.losfacciato.com/magazine/wp-content/uploads/francescoGIRO131-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Ill.mo Presidente Berlusconi,
Lei di certo non ci conoscerà, giacché la nostra attività di blogger è  solita svolgersi con scarsa periodicità e solo a livello locale, inoltre  mai fino ad ora avevamo preso carta e penna per scrivere a qualcuno, ma  in tempi di crisi come questi, Lei ci insegna, i buoni consigli non si  disdegnano mai. E il nostro potrebbe forse farle riacquistare qualche punto.
Quello che ci permettiamo di suggerirLe, qualora alla fine della giostra  apertasi per la conversione della manovra correttiva Le dovessero  mancare gli ultimi spiccioli, è di comnciare a tagliare qualcosa anche  in casa Sua, magari qualcuno di quei quasi quaranta sottosegretari, che  godono di stipendi di tutto rispetto e di ingiustificati e spesso  immeritati privilegi.
Non Le chiediamo certo di silurare personaggi strategici per l&#8217;esecutivo  e la maggioranza, ma di fare semmai scelte mirate e opportune. Il primo  nome che ci viene in mente è quello di <strong>Francesco Giro</strong>, che  per noi civitavecchiesi è diventato un incubo dal quale è  indispensabile liberarsi quanto prima, per riacquistare serenità e  soprattutto riprenderci un pezzo della città che lui ostinatamente ci  nega. Le  facciamo presente, qualora non fosse informato dei fatti di questi mesi,  che dopo il  blocco dei lavori della nuova Marina, opera costata svariati milioni di  euro, blocco del quale il Sottosegretario ha  tacitamente (ma orgogliosamente) rivendicato la paternità, e che a  seguito del ricorso presentato dal Comune rischia di tramutarsi in un  boomerang per la Soprintendenza che lo ha disposto con tanto di  risarcimento dei danni, è seguita una raffica di interventi sulla stampa  locale a firma dello stesso  Giro contro il Sindaco (che guida una maggioranza di cui il PDL è l&#8217;asse  portante) a conferma della natura squisitamente politica e non tecnica  dei suoi rilievi. Scorrendo i titoli di un notiziario telematico ne  abbiamo contati circa venti se si considerano solo gli  ultimi due mesi, bene o male il doppio di quanti ne hanno collezionati  tutti i consiglieri di opposizione messi insieme. Niente male per un  Sottosegretario di Stato, che, diciamoci la verità, dovrebbe avere ben  altro da fare!
Ma si sa, al cuor non si comanda, soprattutto quando si parla di  amicizia. E le amicizie vere si vedono nel momento del bisogno&#8230; Dunque  Giro non poteva certo esimersi dall&#8217;avviare la sua &#8220;giusta&#8221;  rappresaglia  nei confronti del Sindaco, reo di aver cacciato dalla giunta il di lui  amico Aldo De Marco, personaggio della cui attività amministrativa e  politica non c&#8217;è traccia (tre proposte di delibera in tre anni) e che  durante il periodo di permanenza in carica continuava ostinatamente a  disertare giunte e riunioni di ogni genere. Si tratta peraltro dello  stesso personaggio che ora il Sottosegretario sta spingendo a candidarsi  a Sindaco alle elezioni amministrative del 2012 con la speranza di  impedire la rielezione di quello  uscente, nonostante sul suo stato di salute circolino voci a dir poco  contrastanti, e le sue capacità dialettiche siano per così dire&#8230;  lontane  da quelle di cui necessita un trascinatore di folle. Ma tant&#8217;è!
Qualora poi ci consentisse un&#8217;ulteriore dissertazione, ci permettiamo di  farLe notare come anche a livello politico la permanenza nella Sua squadra di Francesco Giro non è un buon investimento ed  un imprenditore come Lei non può non essersene accorto. D&#8217;altra parte  non era forse lui il responsabile nazionale PDL per i rapporti con la  Chiesa Cattolica? Visto lo scontro consumatosi tempo fa con il  settimanale Famiglia Cristiana, i ripetuti attacchi della CEI e gli strali che ormai arrivano  puntualmente e quasi quotidianamente dal Vaticano contro di Lei e il suo Governo, ci sembra  proprio che, impegnato com&#8217;era a parlare della marina di Civitavecchia,  il nostro eroe abbia un po&#8217; battuto la fiacca su questo fronte&#8230;
Inoltre qualora Le servisse un ulteriore incoraggiamento a mollare  questa zavorra chiacchierona e inconcludente, Le consigliamo di fare  un&#8217;altra chiacchierata  con la Presidente della Regione Lazio Polverini, dalla quale Lei stesso  ha ricevuto qualche  settimana fa una telefonata infuriata per via delle critiche mosse dal  Ministro Galan al Piano Casa regionale. La Presidente Le confermerà  quanto i  giornali hanno riportato, ovvero che il povero Galan in realtà non  sapeva nemmeno di cosa si stesse parlando e che il vero  autore-suggeritore delle sue esternazioni altri non è se non lo stesso  Giro, ancora una volta pessimo sottosegretario ma ottimo fomentatore di  liti e scontri  istituzionali.
Restiamo inoltre convinti che rimuoverlo dal suo incarico sia in fondo  un gesto di cortesia nei suoi confronti. D&#8217;altra parte perché  costringerlo a restare al fianco di un ministro che ridacchia sulla  stampa nel commentare le sue affermazioni? Se per caso Le fosse caduto  l&#8217;occhio sul numero di Panorma della scorsa settimana infatti si sarebbe  accorto che alla richiesta del giornalista di commentare le  dichiarazioni di Giro circa la mancanza di fondi al Ministero, Galan ha  risposto che la sua è solo &#8220;una scusa per non fare&#8221;, sottolineando al  contempo come 600 milioni di residui giacciano ad oggi non spesi.
In sintesi dunque, illustrissimo Presidente, siamo a chiederLe di donare  pace  alle nostre orecchie e una soluzione ai nostri problemi apportando al  Governo questo primo opportuno e salutare taglio. Vedrà che l&#8217;atto di  generosità che vorrà accordare alla comunità cittadina e a quella  regionale si tradurrà anche in un gesto di clemeza verso il Suo partito e  la nostra già abbastanza martoriata Italia.]]></content:encoded>
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		<title>Si salvi chi può</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jul 2011 11:29:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Darwin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dall'Italia e dal mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Se le manovre di Tremonti fossero pertinenti come le sue metafore..Povera Italia. Eh già! Perché il Ministro dell&#8217;economia due giorni fa al Senato ha praticamente paragonato l&#8217;attuale situazione dei conti pubblici al Titanic, precisando che &#8220;è come sul Titanic&#8230;non si salvano neanche i passeggeri in prima classe&#8221;. Mah! Dopo un&#8217;affermazione del genere due sono le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.losfacciato.com/magazine/wp-content/uploads/tremonti-berlusconi-titanic.jpg"><img src="http://www.losfacciato.com/magazine/wp-content/uploads/tremonti-berlusconi-titanic-300x229.jpg" alt="" title="tremonti berlusconi titanic" width="300" height="229" class="alignleft size-medium wp-image-2099" /></a>Se le manovre di Tremonti fossero pertinenti come le sue metafore..Povera Italia. Eh già! Perché il Ministro dell&#8217;economia due giorni fa al Senato ha praticamente paragonato l&#8217;attuale situazione dei  conti pubblici al Titanic, precisando che &#8220;è come sul Titanic&#8230;non si salvano neanche i passeggeri in prima classe&#8221;. Mah! Dopo un&#8217;affermazione del genere due sono le probabili scelte: o Tremonti ci prende per i fondelli o non conosce la storia del Titanic. Eh sì! Perché tutti sanno che nella tragedia del famigerato piroscafo ai passeggeri di prima classe furono riservate comode scialuppe di salvataggio, mentre tutti gli altri affogarono risucchiati dalla nave che colava a picco nelle fredde acque dell&#8217;Atlantico. Ma se diamo uno veloce sguardo  alla manovra sembra proprio che il super Ministro la storia del Titanic la conosce fin troppo bene perché, nonostante dica che non si salvarono nemmeno i passeggeri in prima classe, nei fatti le scialuppe le ha riservate solo alla spendacciona classe politica di questo paese. Infatti i passeggeri di terza classe si beccano un salasso da 70 miliardi fatto di imposte di bollo, tagli lineari, ticket sanitari, accise sui carburanti e chi più ne ha più ne metta, metre niente su auto blu, stipendi di parlamentari e ministri, gettoni di presenza, diarie, scandalosi vitalizi, spese di consulenza degli enti pubblici, taglio delle province. Anzi proprio su queste, il Parlamento pochi giorni fa ha bocciato una proposta dell&#8217;Italia dei valori che ne sanciva la soppressione che avrebbe garantito alle dissanguate casse dello Stato un risparmio di 17 miliardi l&#8217;anno (quasi 70 in 4 anni ovvero il saldo dell&#8217;attuale manovra correttiva). Caro Ministro, vi siete presentati alle elezioni sventolando il taglio delle Province e promettendo il taglio delle tasse; e invece le Province le salvate proprio quando c&#8217;era più bisogno di liberarsene e le tasse le aumentate come neanche un governo di centro-sinistra saprebbe fare. E tornando alla storia del Titanic, si ricordi che una delle prime vittime fu proprio il Capitano Smith che aveva ben chiaro, a differenza sua, che nei momenti di difficoltà comune i primi a doversi sacrificare devono essere proprio gli uomini di responsabilità. ]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;azzeccaRiccetti</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 15:23:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baudelaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno svarione senza precedenti da parte dell'avvocato Riccetti, esponente dell'Idv, sul tema holding. Quando il diritto è un optional...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.losfacciato.com/magazine/wp-content/uploads/riccetti.jpg"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.losfacciato.com/magazine/wp-content/uploads/CristinaRiccetti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2095" title="CristinaRiccetti" src="http://www.losfacciato.com/magazine/wp-content/uploads/CristinaRiccetti-300x269.jpg" alt="" width="300" height="269" /></a>
</a>Allibiti. Solo così, infatti, potremmo spiegare la condizione in cui ci troviamo nel dover leggere l&#8217; uscita pubblica dell&#8217; avvocato Cristina Riccetti, professionista del foro di Civitavecchia ed esponente dell’Italia dei Valori, sulle holding. Ebbene, che il partito in questione fosse composto da giustizialisti (Di Pietro in primis) era risaputo. Anche lo stesso De Magistris, attuale Sindaco di Napoli, è arcinoto che abbia la denuncia facile e l’indagine in saccoccia…ma almeno di legge ne sanno. Beh, anche qui a Civitavecchia, o nel resto d’Italia, di solito, un avvocato dovrebbe saperne di diritto. Eppure, leggendo l’ultimo intervento della Riccetti di casa nostra, la pelle si accappona e questa convinzione viene subito affossata. Ma andiamo con ordine. La lady dell’Idv, pochi giorni fa, è sortita fuori con un intervento di fuoco sulle holding: “<em>La pletora di società pubbliche di proprietà di questa amministrazione comunale si è dotata di un Regolamento per l’assunzione del personale e per il conferimento degli incarichi?</em><em>”</em>, chiede dubbiosa l’avvocato Riccetti. E poi ancora: “<em>Il regolamento attuativo </em><strong><em><span style="text-decoration: underline;">(Dpr 168/2010) </span></em></strong><em>aggiunge che per le società a partecipazione pubblica che gestiscono servizi pubblici locali vi è l’obbligo di “adottare, con propri provvedimenti, criteri e modalità per l’assunzione di personale e per il conferimento degli incarichi, nel rispetto del Testo unico sul pubblico impiego. Vale a dire:</em><em> </em><em>a</em><em>deguata pubblicità della selezione, imparzialità, economicità e celerità di espletamento ecc”</em>. Insomma, la Riccetti dell’Idv ricorda, a chi non lo sapesse, che il <strong><span style="text-decoration: underline;">Dpr 168/2010, </span></strong>emanato sulla base della legge 133 parla chiaro: ci vuole trasparenza nelle assunzioni all’interno delle holding! E’ ora di finirla con le clientele! Brava Riccetti, diremo noi. Ma non lo possiamo dire. Anzi, non lo dobbiamo dire. Perche? Semplice.

<span id="more-2092"></span>

&nbsp;

<strong><em><span style="text-decoration: underline;">Reggetevi forte</span></em></strong>: il <strong><span style="text-decoration: underline;">Dpr 168/2010</span></strong>, decreto altamente corretto e adeguato tanto nella forma quanto nella sostanza ad evitare una gestione politica delle società comunali, <strong>E’ STATO ABROGATO CON L’ULTIMO REFERENDUM. ABROGATO. A,B,R,O,G,A,T,O. </strong>

E la Riccetti, avvocato, ci ricorda un decreto che è stato abrogato? Cioè, non sa che essendo regolamento attuativo del famoso articolo 23 bis, ariete di propaganda della sinistra analfabeta che parlava a sproposito e senza cognizione di “privatizzazione dell’acqua”, è decaduto insieme alla norma che ne giustificava l’esistenza? A questo punto siamo arrivati? Il testo infatti era un regolamento attuativo ai sensi dell’articolo 23 bis che sanciva la volgarmente detta “privatizzazione dell’acqua”. Ora quell’articolo non c’è più e l’effetto abrogativo ha travolto anche il 168/2010 ricordato dalla Riccetti dell’Idv. Informazione che la si può trovare ovunque. Siamo consapevoli che il regolamento 168 fosse un decreto &#8220;chiaro e corretto&#8221; ma, grazie all&#8217;opera demonizzatrice dei Berlinguer nostrani, ora quel regolamento non c&#8217;è più. Brava Idv, bravo Pd, brava Riccetti, brava sinistra democratica e giovanili varie.

<span style="text-decoration: underline;">Ma l’autogol politico effettuato dalla Riccetti è di quelli terrificanti e soprattutto di quelli che mettono in imbarazzo tutti coloro, Pd, Idv e sinistra analfabeta in primis, che hanno voluto l’abrogazione del 23 bis e le conseguenze disastrose che ne conseguiranno per la gestione del servizio idrico locale. </span>

Ci domandiamo infatti: <strong>ma se la Riccetti nomina i criteri inseriti nell’ormai abrogato regolamento 168/2010 come “validi a garantire trasparenza nell’assunzione del personale delle holding”, perché allora lei, il suo partito e la grande massa di pappagalli che hanno ripetuto per mesi una marea di fandonie si sono adoperati per farlo abrogare insieme al 23 bis? Non lo sapevano? Peggio ancora e diecimila volte peggio se non saputo da un avvocato come la Riccetti. </strong>

Abbiamo già detto in un nostro articolo la sciagura che porterà l’abrogazione del 23 bis sulla gestione idrica dei comuni d’Italia, sottolineando anche la posizione per il “No” assunta da sindaci del Pd come Chiamparino (ex sindaco Torino) e Renzi (sindaco Firenze).

Siamo circondati da sciagure. Non ultima questa sortita assurda della Riccetti e dell’Idv, sintomo evidente che la politica e la sinistra necessitano di persone nuove, preparate e…possibilmente che sappiano quello che dicono.

&nbsp;]]></content:encoded>
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		<title>Ma che dicono?</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 15:56:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baudelaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Fli ne ha detta un'altra. Parole a vanvera e a ruota libera sulla tematica occupazionale senza più un filtro. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.losfacciato.com/magazine/wp-content/uploads/fli.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2087" title="fli" src="http://www.losfacciato.com/magazine/wp-content/uploads/fli.jpg" alt="" width="229" height="220" /></a>Viene da sorridere, anche se non ce ne sarebbe motivo. Eppure è così. Fli, gruppo politico che a Civitavecchia conta all’incirca tre/quattro iscritti (di cui pervenuti soltanto due, mentre gli altri restano celati dietro la sigla) non fa altro che farci ridere. Se passa una mosca parla. Se gli asini volano attacca. Insomma, tutto è buono per dire idiozie. E che idiozie. Qualcuna, peraltro, è talmente palese che non si può rimanere zitti senza dire nulla. Andiamo perciò a “svelare” l’ultima dei fliini de noantri. Tema: il licenziamento di alcuni lavoratori dell’ex Carabetta.  Dietro una concezione morale tutta loro, questi tizi che si celano dietro la sigla Fli, di finiana memoria, prendono spunto per dire che nessuno ha fatto nulla per difendere questi lavoratori che “sono stati licenziati”. Ebbene, anche noi, dalle pagine di questo blog, non possiamo che unirci al coro degli indignati per i licenziamenti di padri o madri di famiglia che da oggi non avranno più uno stipendio da portare a casa. Ci mancherebbe. Tuttavia, al tempo stesso vogliamo ricordare ai “pupi” di Fli (e lo facciamo con poche parole giusto per non fargli pensare che speculiamo sui lavoratori) come le battaglie per i posti di lavoro si fanno prima del licenziamento e non dopo. Gridare allo scandalo quando il danno è fatto non da e non deve dare diritti a fare prediche, soprattutto perché loro, come la maggior parte della politica cittadina, è arrivata dopo le foche (come dicono a Civitavecchia). Infatti ci chiediamo, ma quando i dipendenti dell’ex Carabetta lanciavano l’allarme occupazionale, dove erano i  compagni  benpensanti di Fli? Parlate adesso che la frittata è fatta? Troppo comodo. Ecco quindi che le incongruenze di queste “personcine” vengono fuori. Probabilmente il problema è un altro e ve lo diciamo noi: questi tizi hanno forse confuso il concetto di “moralità”, alla cui base tuttavia presuppone l’esistenza di quello di “dignità”. Leggano Aristotele, forse acquisiranno entrambi.

<span id="more-2086"></span>

&nbsp;]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Acqua ai privati? Certo, by &#8220;Ds 2006&#8243;</title>
		<link>http://www.losfacciato.com/magazine/?p=2079</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 20:31:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baudelaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA["Acqua ai privati". Una disamina di quando questo era lo slogan dei vecchi Ds che ora gridano allo scandalo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } --><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.losfacciato.com/magazine/wp-content/uploads/tidei1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2082" title="tidei" src="http://www.losfacciato.com/magazine/wp-content/uploads/tidei1-300x239.jpg" alt="" width="300" height="239" /></a>Rimanendo in tema di acqua, all&#8217;indomani delle grida allarmate di tutto il centrosinistra e di qualche mimo sindacalista che da comparsa vuole essere promosso a protagonista, riportiamo di seguito un articolo a dir poco sensazionale che fu diramato alcuni anni fa, 2006, dalla segreteria degli allora Ds per difendere le intenzioni dell&#8217;ex sindaco dell&#8217;Unione di Centrosinistra, Gino Saladini, di voler portare Civitavecchia in Acea Ato 2. La stessa sinistra che, stranamente, adesso si fa promotrice di referendum per evitare che “l&#8217;acqua venga svenduta ai privati”, come dicono loro. Erano loro in realtà, alcuni anni or sono, a prevedere la cessione del servizio idrico ad Acea. Ma leggiamo l&#8217;articolo, giusto per ridicolizzare le parole dei vari ruba galline nostrani:</em>

<span id="more-2079"></span>

“La polemica di questi giorni sulla vicenda dell’acqua ha del grottesco, cosa certamente non nuova all’interno di una vita politica cittadina che non riesce a decollare o almeno riprendere un minimo di dignità.

Non si registra un solo intervento che si ponga sul serio il problema della qualità e del costo del servizio idrico per i cittadini di civitavecchia.

Si urlano insulti – come arma politica – facendo sfoggio della propria ignoranza; del resto, in fondo, è più o meno ciò che si vede abitualmente nei talk show nei quali si esibiscono i nostri politici di livello nazionale.

Ma veniamo al punto.

La legge Galli, in questo senso una tra le poche nella storia repubblicana, è stata approvata con consenso unanime e dopo averla votata tutti i deputati si sono alzati in piedi Ied hanno applaudito, perché sentivano tutti di aver fatto qualcosa per il Paese.

Forse indispettisce che quella legge, oltre ad una razionalizzazione delle risorse idriche del Paese, pone al primo punto l’uscita dal localismo e da quel margine di malcostume che l’intermediazione della politica di livello locale talvolta comporta su un bene primario è fondamentale come l’acqua. Purtroppo le resistenze di chi “gestisce” o è amico di chi “gestisce” servizi e appalti di manutenzione è forte e comporta che sui nostri giornali vengono pubblicate affermazioni, o meglio stupidaggini, come quelle relative all’aumento dei costi o ai licenziamenti o, in ultimo, la privatizzazione del bene acqua.

La legge Galli è fortemente criticata in Europa in quanto non intacca la proprietà del bene, tanto che sono pendenti dei procedimenti presso la Corte di Giustizia Europea, che attaccano il principio della pubblicità del bene (art.1 l. n. 36/1994) che secondo alcuni è in contraddizione con la Direttiva n. 60 del 2000.

Inoltre il programma di Saladini era scritto con un linguaggio chiaro e scorrevole per parlare a tutti i cittadini di Civitavecchia e non a Vinaccia in particolare.

Purtroppo ai nostri “politici” basta la speranza di qualche posto in C.d.A di consorzi che dovevano essere chiusi dal 31/12/2003 secondo la L. 448 del 2001, ma che la politica locale inspiegabilmente continua a far pagare ai cittadini di Civitavecchia, proprio come una salatissima bolletta dell’acqua. Poi per quanto riguarda la presa di posizione di alcuni consiglieri del gruppo Ds voglio solo ricordare che nella scorsa legislatura il gruppo Ds riuscì a far approvare una commissione d’inchiesta al Senato sulla inapplicazione della legge Galli, proprio come azione di lotta alla corruzione che a volte si cela dietro all’ottuso localismo.

Auspichiamo che Civitavecchia riesca a liberarsi dal costo della superficialità e dell’ipocrisia che sta segnando questa discussione sul passaggio di gestione sul bene pubblico acqua.

<span style="text-decoration: underline; color: #ff0000;">I tanti consiglieri comunali, anche dell’attuale opposizione, che facevano parte della precedente amministrazione di centro sinistra (vedi Piendibene) si sono evidentemente scordati di aver votato l’adesione in Ato quando erano in Giunta con Tidei, e che l’Ulivo alle elezioni amministrative del 2001 prevedeva nei primi tre mesi il passaggio in Acea Ato 2.</span>

Segreteria DS Civitavecchia.

&nbsp;

&nbsp;

<em>Perbacco! Alla faccia dei referendum! Ma come, Tidei, proprio lui, lo Zar,  il numero uno del Pd, l&#8217;onorevole e la sua giunta di allora aveva già espresso un&#8217;intenzione di massima a passare in Ato 2? Siete sicuri, compagni dei Ds? Va bene, ci fidiamo. Anche perchè questi stessi “compagni” (col conto corrente mai in rosso però) lo dicevano per difendere Saladini dagli attacchi che arrivavano in quel periodo da Marco Pieno di Bene il quale, sebbene di centrosinistra, era impegnato a frantumare il tavolo dell&#8217;Unione che appoggiava l&#8217;allora sindaco Saladini, non appoggiato dalla sua corrente capeggiata dal suocero Fabrizio Barbaranelli.</em>

<em>Insomma, cari lettori. Questi dicono no all&#8217;acqua ai privati, no alle privatizzazioni di un bene primario e poi&#8230;.</em><em>la verità è che </em><em>era partito tutto da loro. </em><em>Dagli allora Ds di Tidei, proprio quelli che ora si chiamano Pd e che gridano allo scandalo. Tutti tranne uno&#8230;.Pietro Tidei la cui voce sul tema, guarda caso, non è dato ancora sentirla.</em><em> Ecco, </em><em>quindi, che a questo punto</em><em> la cura rimane una sola: sbugiardarli. Tutti quanti. </em>

<em>E n</em><em>oi, di certo, </em><em>compiremo la missione fino in fondo</em><em>.</em>

&nbsp;]]></content:encoded>
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		<title>Chi è senza peccato scagli&#8230; il primo &#8220;Pietro&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 18:13:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baudelaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[In primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[VATICANO (?) &#8211; A che serve al giorno d&#8217;oggi l&#8217;opposizione quando in maggioranza hai uno come lui? E soprattutto a cosa serve la tv quando il varietà lo trovi ogni giorno sui giornali locali? Non possiamo negare che di spirito di adattamento gli uomini dell&#8217;UDC ne hanno da vendere (in Parlamento sono contro il centrodestra, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.losfacciato.com/magazine/wp-content/uploads/1703marco_di_gennaro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2069" title="1703marco_di_gennaro" src="http://www.losfacciato.com/magazine/wp-content/uploads/1703marco_di_gennaro.jpg" alt="" width="300" height="250" /></a>VATICANO (?) &#8211; A che serve al giorno d&#8217;oggi l&#8217;opposizione quando in maggioranza hai uno come lui? E soprattutto a cosa serve la tv quando il varietà lo trovi ogni giorno sui giornali locali? Non possiamo negare che di spirito di adattamento gli uomini dell&#8217;UDC ne hanno da vendere (in Parlamento sono contro il centrodestra, in regione sono con il centrodestra, a Civitavecchia sono con un piede dentro e uno fuori, etc.), ma certe volte quando a pesare non è solo la politica, sembrano seduti su poltrone piene di spilli. A qualcuno di certo sarà balzato agli occhi il comunicato fatto dal segretario dello scudo crociato Marco Di Gennaro (concordato con il partito?) che in merito alla cessione delle quote di HCS parla addirittura di &#8220;cappa di affarismo&#8221;, minacciando un secondo referendum qualora non si fermasse la vendita del 60%. Forse il dottore non se ne è accorto, ma le aziende cittadine sono state &#8220;preparate&#8221; per la cessione attraverso il lavoro di un team del quale fa parte anche il collega di partito Pietro Messina, consigliere di Amministrazione di Civitavecchia Infrastrutture fino al recente azzeramento delle cariche, e sbottare proprio all&#8217;indomani della cessazione della sua carica potrebbe sembrare quasi una ritorsione. Ma magari siamo noi a sbagliarci e a far parlare il segretario sono solo timori personali, legati all&#8217;idea che l&#8217;applicazione di criteri non legati alla politica nella gestione del personale delle aziende, qualora diventassero private, possa rendere più complicato aiutare qualche familiare. Sarebbe utile se qualcuno premiasse tanta onestà intellettuale raccontando quanto, nei vari incontri svoltisi negli anni con i sindaci di ogni colore e parte politica, il dottore si sia prodigato per il bene comune ed abbia sempre rifiutato di chiedere qualsivoglia aiuto per sé o per la propria carriera. Ma d&#8217;altra parte l&#8217;irreprensibilità di molti dei nostri eroi è un dato ormai assodato.]]></content:encoded>
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		<title>Il bluff del referendum</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 16:28:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baudelaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre cala la cortina di fumo e bugie sull'acqua pubblica, Petrelli e De Marco polemizzano sulla cessione delle quote di HCS. Ma con quali alternative?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.losfacciato.com/magazine/wp-content/uploads/acqua-rubinetto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2059" title="acqua-rubinetto" src="http://www.losfacciato.com/magazine/wp-content/uploads/acqua-rubinetto-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Sul referendum dell&#8217;acqua si è detto tutto e il contrario di tutto, ma forse, davanti ai tanti che presumono di farsi interpreti dell&#8217;insindacabile volere popolare, è forse il caso di fare un po&#8217; di chiarezza. L&#8217;11 e 12 giugno scorsi gli italiani con il loro voto hanno sancito la cancellazione dell&#8217;articolo 23 bis del Dl 112/2008 e s.m.i. e di una parte del comma 1 dell&#8217;articolo 154 del Dlgs 152/2006. Sebbene i quesiti fossero stati spacciati per un voto per l&#8217;acqua pubblica, vale forse la pena rilevare che così non è. Infatti non solo i referendum riguardavano in generale l&#8217;intero settore dei servizi pubblici locali, ma in concreto nulla cambia per i comuni che intendano esternalizzare totalmente o parzialmente servizi come quello idrico, fatta eccezione per l&#8217;obbligo di procedere entro il 31 dicembre 2011, ora diventato una facoltà. D&#8217;altra parte la pubblicazione del bando di gara per la scelta del partner privato per HCS, peraltro pienamente legittimo, è la prova più eclatante che, <strong>anche dopo il referendum, in capo ai Comuni è rimasta la piena libertà di decidere in che modo gestire i servizi pubblici locali</strong>.

<span id="more-2058"></span>

Si tratta in realtà di una materia molto articolata, che non può essere brutalmente semplificata e ridotta ad una banale scelta tra acqua pubblica e privatizzazione, come invece si è volutamente fatto credere in questi mesi. Gli effetti del referendum sono infatti ben lontani da questo obiettivo, come dimostriamo in <a href="../wp-content/uploads/REFERENDUM.pdf">questa lettura di approfondimento</a>, nella quale si spiega anche come <strong>gli unici a godere veramente dell&#8217;esito del voto saranno i politici</strong>, &#8220;la casta&#8221;, senza distinzione di casacche, che potranno ricominciare ad attingere alle casse delle municipalizzate per finanziare politche clientelari.

Alla luce di questo, leggere interventi come quello di Vittorio Petrelli che, in merito alla cessione delle quote di HCS invita il Sindaco a rispettare il voto popolare, parlando anche di &#8220;gaffe&#8221; dell&#8217;Amministrazione fa pensare che anche i nostri beneamati rappresentanti locali siano all&#8217;oscuro del reale contenuto dei referendum (al pari, d&#8217;altra parte, della maggioranza dei cittadini) oppure qualcuno di loro gioca a fare il furbetto, passando con disinvoltura dal ruolo di capopopolo referendario, a quello di contestatore di non si sa bene cosa. D&#8217;altra parte la sola presenza di un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica non è di per sé causa ostativa al reperimento di un partner privato sul mercato e la pubblicazione del bando all&#8217;indomani dei referendum è stato piuttosto un atto di sensibilità dell&#8217;Amministrazione per non orientare l&#8217;elettorato in un senso o nell&#8217;altro. Né riusciamo a capire come una società pubblica, ancorché magnificamente amministrata, possa recuperare il <strong>deficit strutturale della rete idrica cittadina</strong>, più volte quantificato anche dall&#8217;Autorità d&#8217;Ambito in circa <strong>30 milioni di euro</strong>, cui vanno a sommarsi le perdite che ogni anno si registrano nella gestione e che non sono sanabili semplicemente trovando un Marchionne di turno, bensì reperendo fondi che un ente pubblico non avrà mai. Siamo curiosi a questo punto di conoscere il modello di impresa che Petrelli vorrebbe applicare in città, da elaborare magari con l&#8217;ex Assessore Aldo De Marco, il quale, membro delle giunta Moscherini per quasi tre anni senza che nessuno se ne sia mai accorto se non quando se ne è andato, ora pare abbia in tasca la soluzione a tutti i nostri guai societari. E noi naturalmente attendiamo con fiducia&#8230;]]></content:encoded>
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		<title>Firma a volo&#8230; &#8220;d&#8217;Angelo&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 18:34:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Baudelaire</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[L'ex Assessore Fabiana Attig inciampa sulla vicenda della firma "dubbia". L'Opinione pubblica il documento incriminato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.losfacciato.com/magazine/wp-content/uploads/attig21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2050" title="attig2" src="http://www.losfacciato.com/magazine/wp-content/uploads/attig21-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>CIVITAVECCHIA &#8211; La signora Attig per noi non ha molta simpatia. Se anche non bastassero i commenti che ci capita di sentire in giro, ce lo ha confidato lei stessa in una email. D&#8217;altra parte va detto che anche noi teneri con lei non lo siamo mai stati, vuoi per le difficoltà che abbiamo (come tutti) a sentirla parlare come se fosse la nuova paladina del centrodestra, vuoi per la sua tendenza a saltellare ovunque ci sia la possibilità di trarre un minimo di visibilità. Fatto sta che anche quando avevamo deciso di mettercela tutta per lasciarla in pace lei ha deciso in tutti i modi di attirare l&#8217;attenzione dei media. E noi potevamo voltarci dall&#8217;altra parte?

<span id="more-2049"></span>

Qualcuno ricorderà infatti le terribili accuse di Angelo Pierotti, che quando lei era ancora Assessore dell&#8217;Amministrazione che ora avversa con vigore, parlava di ben cinquemila euro prelevati dal conto del Movimento dei Riformisti proprio dalla <em>femme fatale</em> del centrosinistradestra falsificando la di lui firma, in qualità di committente responsabile della lista, presentatasi alle elezioni a sostegno di Moscherini. Lei negò nella maniera più assoluta e tutti noi in fondo ce ne eravamo quasi dimenticati. Ma la Procura non ha fatto altrettanto e così il processo è iniziato lasciando però ben poco spazio alla suspense. Mentre gran parte della stampa locale ha trattato la questione semplicemente con una telegrafica comunicazione, la nuova e agguerrita testata locale, l&#8217;Opinione, ha pubblicato integralmente il documento incriminato, in calce al quale si leggeva una grossa &#8220;P&#8221; scritta a penna, seguita da una firma. Poco male se l&#8217;autore fosse stato veramente Angelo Pierotti, ma in realtà, stando a quanto riporta il giornale, la perizia calligrafica avrebbe già dato un responso negativo in tal senso e la cassiera avrebbe confermato che allo sportello quel giorno si era presentata proprio lei, la pasionaria del &#8220;ni&#8221; al carbone, l&#8217;ambientalista pentita, moscheriniana e non, autrice dell&#8217;indimenticabile &#8220;avanti popolo&#8230; della libertà&#8221;.

Non siamo certo soliti fare proprio noi dei processi mediatici, perché contrario al DNA di questo blog, ma stavolta ammettiamo che dimostrare che gli occhi talvolta ingannano sarà particolarmente difficile&#8230;]]></content:encoded>
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		<title>Telemarketing? Addio..si spera!</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 21:24:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Darwin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Stanchi delle &#8220;offerte&#8221; con cui Telecom, Fastweb, Teletu, Tim,Vodafone, Wind, Tre, Infostrada e quant&#8217;altri ci bombardano ogni giorno per telefono? Sfiacati dalla segreteria telefonica dell&#8217;azienda vinicola che dall&#8217;altra parte del paese vuole venderci le sue casse di vino rosso con un semplice clic sul tastierino del telefono? Stremati dal mobilificio che liquida tutto e tenta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.losfacciato.com/magazine/wp-content/uploads/2037660666.5.jpg"><img src="http://www.losfacciato.com/magazine/wp-content/uploads/2037660666.5.jpg" alt="" title="2037660666.5" width="244" height="300" class="alignleft size-full wp-image-2045" /></a>Stanchi delle &#8220;offerte&#8221; con cui Telecom, Fastweb, Teletu, Tim,Vodafone, Wind, Tre, Infostrada e quant&#8217;altri ci bombardano ogni giorno per telefono? Sfiacati dalla segreteria telefonica dell&#8217;azienda vinicola che dall&#8217;altra parte del paese vuole venderci le sue casse di vino rosso con un semplice clic sul tastierino del telefono? Stremati dal mobilificio che liquida tutto e tenta di appiopparci per telefono il suo ultimo divano? Sicuramente sì! E ora non serve più ricorrere al più educato &#8220;Sto uscendo. Grazie lo stesso!&#8221; o alla più classica cornetta attaccata in faccia al povero operatore che tenta di vendere questo o quello via telefono! Da oggi basta iscriversi nel Registro Pubblico delle Ppposizioni e il gioco è (o dovrebbe essere)  fatto. Si tratta di uno strumento istutito con il d.p.r. 178 del 2010 a tutela dei cittadini che, importunati dal telefono che squilla in continuazione per i motivi più banali, possono chiedere di non essere contattati. La nuova normativa prevede infatti il principio del silenzio-assenso secondo cui, in caso di mancata indicazione contraria da parte dell&#8217;utente, si presume che lo stesso si renda disponbile a ricevere messaggi pubblitari via telefono. Al contrario, chi non volesse essere importunato deve registrare la propria utenza in questo registro che le compagnie telefoniche, o chi intendesse fare pubblicità ricorrendo al telefono, deve consultare prima di alzare la cornetta. Eh già! Perchè non possono partire telefonate alle utenze iscritte nel registro se non incorrendo nel rischio nelle snazioni previste dal Codice della Privacy. Il Registro Pubblcio delle Opposizioni è ormai uno strumento in vigore dal 31 gennaio 2011 ma conosciuto praticamente da nessuno. Iscriversi è facile e veloce e si può farlo anche direttamente complinado un semplice modulo online sul sito: http://www.registrodelleopposizioni.it/. Dateci un&#8217;occhiata! ]]></content:encoded>
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